I dieci capitelli

Descrizione della passeggiata

Partendo da Piazza Venturi a Monteforte d’Alpone, il primo capitello che si incontra sorge al margine della stradina che collega la Val Ponsara con la Valle dell’Acqua. Il capitello di fattura artigianale rappresenta la Madonna con Gesù.

Il percorso procede verso nord, laddove sorge un casolare circondato da tre pini, si svolta a sinistra. La strada comincia a salire progressivamente. Ma all’uscita di una curva arriva l’invito a sostare del capitello di San Pietro (2): una barca a vela di lineare semplicità, collegata (1980) al margine del podere dai fratelli Veneri per onorare la memoria del prete. La sosta consente di osservare un pugno di case nella Valle dell’Acqua e, al di là del Tramenalto, la Valvarina emergente sulla linea collinare che a Nord si congiunge col Gruppo del Carega.

Si riprende a salire e più avanti la strada finalmente si spiana un po’: a sinistra, da un’incurvatura dei colli, fa capolino il Castello Scaligero di Soave. Si arriva al capitello del Foscarin (3), dedicato alla Sacra Famiglia, ai piedi di un costone arido e brullo, il più elevato colle della zona. Lì vicino vivacizzano l’ambiente alcuni ulivi e una macchia di robinie, bianche a primavera.

Riprendendo il cammino, s’imbocca sulla sinistra una discesa che a tratti si fa ripida, fino al 4° capitello, dove si trova la Madonna con il Bambino.

Più avanti si prende la strada che porta a Soave e il paesaggio cambia: appaiono alcuni paesi adagiati nella piana o arrampicati ai fianchi delle colline. Intanto il profilo del castello si delinea più chiaramente, ma giunti in vista della periferia di Soave bisognerà volgere a sinistra e affrontare la salita che porta nel territorio di Monteforte d’Alpone. La salita continua e sbocca proprio davanti al capitello di San Vincenzo Ferreri (4), protettore dei vigneti contro la grandine e, a sua volta, protetto da un pino solitario e severo. E’ la zona del Pigno. Da qui in avanti il cammino diventa piuttosto agevole perché la strada si snoda quasi sempre sul crinale.

C’è una deviazione che consente di visitare il 6° capitello, quello della Bassanella (6). Nella nicchia un dipinto vagamente naif raffigura la Madonna, alla quale è rivolta un’invocazione specifica: benedici il frutto del nostro lavoro”.

Continuando sul versante che guarda a Soave, si giunge a “Piazza Scheeti”, una specie di balcone aperto sulla Pianura Padana. Qui vale la pena di sostare per la ricchezza del panorama. A volte, lungo l’orizzonte, si riescono a scorgere gli Appennini, mentre a destra si vede il castello di Illasi. Al termine della deviazione si ritorna sulla strada del crinale, si supera il confine tra Monteforte e Soave e si giunge al 7° capitello, dedicato a San Giuseppe (7).

In breve tempo si scende all’8° capitello: un Cristo in Croce (8), chiuso in una nicchia triangolare sostenuta da una colonna.

Lasciando sulla sinistra la Froscà, con i suoi chiari sentieri che ne tagliano la costa, si entra nella zona di Zoppega, dove nel 1899 fu costruito un capitello in onore della Madonna Auxilium Christianorum, ora “Regina Pacis” (9).

Finalmente si raggiunge l’ultimo capitello, quello di San Rocheto (10), testimone delle sedute che ai tempi andati i “Parlamentari” della contrada tenevano sull’antistante muretto. Ancora pochi passi e si ritorna al punto di partenza, nel centro di Monteforte d’Alpone.